LA LAVORABILITA' DEL CALCESTRUZZO

Aggiornato il: mag 10

Una cosa viene molto spesso sottovalutata quando si parla di calcestruzzo fresco: lavorabilità. Alzi la mano chi non ha mai visto qualcuno sul luogo del getto gridare all’operatore dell’autobetoniera o della pompa di aggiungere acqua per rendere il calcestruzzo “più fluido e lavorabile”.


Bè, questo è il tipico caso in cui sia il progettista che il direttore dei lavori hanno praticamente “delegato” la loro autorità agli operatori in cantiere essendo mancanti in fase progettuale o di sorveglianza di cantiere.


Quasi tutti sanno a cosa serve il famoso cono di Abrams, ma davvero pochi lo usano nei cantieri e decisamente molti meno sanno come usarlo bene (a proposito di questo considerate la lettura del mio post “Misurare la lavorabilità del calcestruzzo”).


Cominciamo ricordando le 5 classi di consistenza o lavorabilità determinate dallo slump test:



E’ di vitale importanza misurare la consistenza del calcestruzzo consegnato, perché no, anche per ogni consegna. Il produttore è obbligato a consegnare la classe di consistenza richiesta essendo al contempo responsabile per tutte le altre prestazioni richieste. Questo significa che ogni consegna di calcestruzzo che abbia caratteristiche non corrispondenti a tali requisiti dev’essere rifiutata come non soddisfacente. Questa è la prima ragione per controllare frequentemente la classe di consistenza per mezzo dello slump test.


Una seconda ragione è la relazione fra consistenza e prestazione finale del calcestruzzo in opera. Uniformità nelle consegne significa maggior probabilità di uniformità del calcestruzzo in struttura (il che è piuttosto rilevante, no?), inoltre se il calcestruzzo fosse troppo fluido rispetto a quanto richiesto, le possibilità che tutto ciò che segue accada, sono piuttosto elevate: riduzione del valore finale di resistenza, bleeding (acqua in superficie, si veda il mio post “Il bleeding del calcestruzzo”) che è un chiaro segno di segregazione (precipitazione degli aggregati più grossi) a cui seguiranno inevitabilmente fenomeni di assestamento a motivo dell’espulsione tardiva d’aria, per non parlare di esposizione degli aggregati grossi (nidi di ghiaia) che esporranno i ferri di armatura ad un precoce degrado e infine, ma non per importanza, dilatazione dei tempi di presa.


Tutti questi non sono solo difetti estetici ma contribuiscono drammaticamente alla riduzione, se non perdita, della durabilità della struttura eseguita: il copriferro sarà di qualità scadente essendo troppo permeabile agli agenti atmosferici e all’acqua, i ritiri (e le conseguenti fessurazioni) saranno più rapidi e più profondi senza parlare della generale debolezza a compressione dovuta all’aumento del rapporto acqua/cemento.


C’è anche una terza ragione per cui la consistenza del calcestruzzo dev’essere sempre verificata in cantiere. Potrebbero verificarsi alcuni casi, sebbene davvero rari, in cui davvero il calcestruzzo consegnato risulta essere meno lavorabile di quanto richiesto. In questi casi anche una buona compattazione potrebbe non essere sufficiente al punto che troppa aria rimarrebbe intrappolata nella massa di calcestruzzo gettata.


Secondo quanto affermato dal famoso prof. Mario Collepardi esiste un dato grado di compattazione per ogni classe di consistenza che tende ad 1 (100%) all’aumentare della fluidità del calcestruzzo. Certo 1 è pressochè impossibile da ottenere in cantiere, ma si può di certo affermare che a maggior fluidità (propriamente raggiunta) corrisponde maggior compattezza della massa gettata. Quindi se il calcestruzzo consegnato è troppo “duro” rispetto a quanto progettato e richiesto si corre il serio rischio di avere una struttura più debole e meno durabile.


Qual è quindi la conclusione? Mai sottovalutare l’importanza della consistenza o lavorabilità del calcestruzzo.


Progettisti: accertatevi che quanto da voi prescritto (in termini di valori di consistenza) sia idoneo alla struttura da realizzare, non fidatevi solo della vostra esperienza, andate in cantiere e osservate come lavorano gli uomini preposti al getto.

Direttori dei lavori: esigete che la prova di slump sia fatta per ogni fornitura e “rispedite al mittente” tutto ciò che non è conforme.

Operatori in cantiere: seguite rispettosamente e pedissequamente tutte le istruzioni ricevute….ricordate, non siete voi a decidere la consistenza del calcestruzzo!

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