IL RITIRO DEL CALCESTRUZZO – parte 2

Aggiornato il: mag 10

...ma torniamo a noi!

Cosa sono le fessurazioni da ritiro plastico e da ritiro idraulico? Diamo una risposta a queste due domande lasciate in sospeso nel post precedente “Il ritiro del calcestruzzo – parte 1”.


Ma prima di farlo vorrei stabilire una base per le argomentazioni a supporto: tutti sanno che il calcestruzzo è un conglomerato e che gli aggregati non risentono di alcun tipo di ritiro. Di conseguenza il ritiro è un fenomeno che riguarda solo la pasta di cemento. Perché? Bè, mentre il cemento è in fase di idratazione, cambia la sua forma fisica a livello microscopico, passando da una forma sferoidale ad una serie intricata di fitti “bastoncini” che collegandosi insieme formano il solido legame che rende la pasta di cemento, una volta indurita, resistente alla compressione.

A questo va aggiunto che durante l’idratazione del cemento si sviluppano anche vuoti tra loro interconnessi. Questi vuoti si chiamano “porosità capillare”, che è un elemento centrale nella permeabilità del calcestruzzo (si veda il post “La permeabilità del calcestruzzo”), ma questa è un’altra storia. Ad ogni buon conto, questi vuoti, questa capillarità, è riempita dall’acqua residua, l’acqua che non ha partecipato all’idratazione del cemento (si veda anche il post “Calcestruzzi a bassa permeabilità”). Ebbene, quest’acqua esercita una tensione superficiale “tirando” le parti idratate di cemento una verso l’altra e questo fenomeno genera visibili fessurazioni.



Fessurazioni da ritiro plastico


Tutto quello che abbiamo appena descritto avviene pressoché immediatamente, così mentre il calcestruzzo è ancora in fase plastica (che significa le prime ore dopo il getto), si cominciano a vedere sottilissime fessurazioni superficiali. Ovviamente questo è un fenomeno che affligge maggiormente le strutture orizzontali come i solai e le platee di fondazione.


E’ difatti parecchio comune vedere superfici di platee e solai disseminate di sottilissime fessurazioni dalla disposizione totalmente casuale. Non sono fessurazioni profonde, raramente si approfondiscono per più di 1 mm. e non hanno alcuna rilevanza strutturale…solo estetica.



Questo però rappresenta un problema significativo quando accade sulla superficie di un pavimento industriale (dettagli sul post “Pavimenti industriali in calcestruzzo” e tanti pratici suggerimenti sulla brochure gratuita “Pavimenti industriali in calcestruzzo – trucchi e suggerimenti” disponibile per tutti gli utenti registrati come membri di p-concrete) senza dimenticare poi l’influenza che le fessure da ritiro plastico possono esercitare sulla durabilità delle strutture in calcestruzzo più in generale (post “La durabilità del calcestruzzo” per più informazioni).


I sistemi per proteggere le strutture dalle fessurazioni da ritiro plastico sono sempre gli stessi: maturazione del calcestruzzo (si veda il post relativo). Un’ottima alleato risutano anche essere le fibre sintetiche di cui potete leggere qualcosa in più sul post “Calcestruzzi fibro-rinforzati”.


Fessurazioni da ritiro idraulico


Ciò che abbiamo accennato nell’introduzione si applica anche in questo caso . Le fessurazioni da ritiro igrometrico accadono con le stesse dinamiche ma più tardi nel tempo ed hanno un effetto non solo sulla superficie ma anche sul cuore del calcestruzzo gettato. In questo caso, dal momento che il ritiro parte dall’interno l’effetto finale sarà maggiormente distruttivo e crepe ampie e profonde appariranno in superficie.

Ovviamente queste non sono solo dannose dal punto di vista estetico e potenzialmente sulla durabilità dell’ opera ma potrebbero diventare pericolose anche dal punto di vista strutturale.



E’ possibile ridurre il ritiro idraulico scegliendo specifiche miscele come ad esempio quelle per calcestruzzi a ritiro contrastato o a ritiro compensato (come da post “Calcestruzzi a ritiro contrastato e a ritiro compensato”). Anche l’uso scientifico di fibre strutturali può influire nel minimizzare questo fenomeno.


Comunque, eseguite SEMPRE le operazioni di maturazione o stagionatura del calcestruzzo! Non saltatele mai! Questo è il primo passo verso la miglior qualità possibile.

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