SELF COMPACTING CONCRETE

Aggiornato il: mag 10

Il tempo è denaro! Sacrosanta verità, specialmente quando si parla del mondo delle costruzioni.


Non è facile quantificare il peso economico di ogni singola scelta ma di certo si può ragionevolmente affermare che quando si ha la possibilità di sperimentare l’esito di scelte differenti che raggiungono lo stesso obiettivo in maniere diverse è più semplice prendere decisioni basate non solo sul risultato economico “qui e ora” ma sul lungo termine e sull’economia generale dell’opera da realizzare, ricordando che la qualità non è un costo ma in ultima analisi un elemento di risparmio economico.


Gettare e costipare calcestruzzo è un’operazione che richiede tempo, ottima manualità ed esperienza, un certo numero di operatori (a proposito di questo perché non buttare un occhio anche al mio post “La compattazione del calcestruzzo”?) e, nonostante gli sforzi, talvolta i risultati non sono nemmeno soddisfacenti.



Un modo per minimizzare il problema legato alla qualità della manodopera è….non avere manodopera! Operazioni automatizzate di getto potrebbero essere una soluzione…e qui è dove “Self Compacting Concrete (SCC)” entra in scena.


Questa tipologia di calcestruzzo si ottiene con gli stessi ingredienti di quasi ogni altro calcestruzzo, cioè cemento, acqua, fillers, sabbie e pietrischi o ghiaie. Il mix design e spesso anche gli additivi usati, sono però decisamente diversi.


Non discuteremo i dettagli di come è fatto SCC, mi limiterò a dire (ricordare, per molti di voi) che la quantità di “polveri” (cemento, fillers e sabbie) viene incrementata e che l’aggregato grosso non dovrà eccedere i 20 mm. di diametro. La peculiarità di SCC è che tale calcestruzzo si compatta da solo sotto l’effetto della gravità e del movimento. SCC tende a scorrere quasi come un fluido eliminando l’aria in eccesso nello spostarsi lungo il suo percorso e simultaneamente compattandosi a motivo del suo stesso peso.


E’ chiaro che ci sono pro e contro nell’uso di SCC, partiamo dai pro….siamo positivi….ah dimenticavo, do per scontato che mi riferisco a SCC progettato e confezionato a regola d’arte:


1) Riduzione drastica della manodopera al getto (fino addirittura a “nessuno al getto”)



2) Velocizzazione nella costruzione (il personale può lavorare ad altro quando sottratto al getto)

3) Mancanza di segregazione

4) Nessun fenomeno di blocking



5) Completo avvolgimento dei ferri di armatura

6) Aderenza alle barre d’armatura superiore rispetto ai calcestruzzi tradizionali

7) Ottima qualità estetica delle strutture realizzate con SCC



8) Minor capillarità e presenza di macro vuoti quando paragonato con calcestruzzi tradizionali a parità di rapporto a/c, quindi maggiore durabilità


Quindi sembrerebbe che un buon SCC risolva tutti i problemi…bè non esattamente. Ci sono dei “contro” che devono essere attentamente presi in considerazione.


1) Solai in latero-cemento non dovrebbero essere gettati con SCC in quanto le pignatte si riempirebbero

2) La pressione che SCC esercita sui casseri è superiore rispetto ai calcestruzzi superfluidi. Per cui le casseforme dovranno essere adeguatamente controventate in particolare negli spigoli



3) Ogni “buco” nelle casseforme (particolarmente nelle giunzioni) dev’essere chiuso magari con della semplice schiuma poliuretanica

4) Camminare sulla superficie gettata dev’essere assolutamente vietato! Quest’azione è paragonabile alla vibrazione e farebbe precipitare l’aggregato più grosso esponendo la superficie a bleeding e ritiri (naturalmente “NESSUNA COMPATTAZIONE” dev’essere eseguita).

5) Mai mancare di stagionare SCC (si legga il mio post “La stagionatura o maturazione del calcestruzzo”) perché la stagionatura ha un effetto positivo ancora maggiore su SCC rispetto ai calcestruzzi tradizionali; per contro se questa operazione venisse esclusa, i ritiri comparirebbero in modo ancora più distruttivo (si vedano i miei post “Il ritiro del calcestruzzo parte 1” e “Il ritiro del calcestruzzo parte 2”).


SCC può essere usato per realizzare calcestruzzi a faccia vista, fondazioni e solai, ma non pavimenti industriali, rampe né tetti in pendenza. Può essere gettato con l’ausilio della betonpompa (anzi è meglio) e perfino pompato dal basso verso l’alto, è inoltre un grande alleato nelle operazioni di consolidamento e restauro quando sono necessarie delle cerchiature.


Dettagli su come controllare le proprietà di SCC e come ottenere i migliori risultati durante le operazioni di getto, sono discussi nel mio post “Self Compacting Concrete, controlli e suggerimenti”.

7 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti